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L’Allergologa al Centro D

Dott.ssa Annalisa Matolo

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VISITA ALLERGOLOGICA 80€

IL PIU’ INTIMO

Dott.ssa Annalisa Matolo

Specialista in Allergologia e Immunologia.

Curriculum e bio

Laurea in Medicina e Chirurgia con 110 e lode e successiva specializzazione in Allergologia e Immunologia Clinica con 50/50 e lode entrambe conseguite c/o l’Università degli Studi di Cagliari.

Ad oggi presta servizio di preospedalizzazione e di guardia presso la Casa di Cura Villa Elena sita in Cagliari e svolge attività libero professionale a Cagliari e Norbello, mirata in particolare alla diagnosi e terapia di allergie alimentari, allergie respiratorie e da contatto.
Membro della Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica (SIAAIC) e della European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI).

Tariffe Allergologia

Visita allergologica

80 euro

Visita allergologica + prick test inalanti o alimenti

120 euro

Visita allergologica + prick test inalanti e alimenti

150 euro

Visita allergologica + patch test

170 euro

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Orari

Giovedì Cagliari
Viale Marconi 62 dalle 9.00 alle 13.30

Recensioni pazienti

(Fonte: dottori.it)

Mi sono rivolta alla Dott.ssa Matolo su consiglio di un’amica per provare a tenere sotto controllo la rinite allergica con cui combatto da mesi e devo dire che mi sono trovata benissimo! La cura che mi ha dato sta funzionando e mi sento decisamente meglio:) La Dott.ssa è molto scrupolosa, disponibile e attenta.
La consiglio vivamente! Non sottovalutate i sintomi delle allergie, spesso la cura giusta può davvero aiutare a vivere meglio la vita di tutti i giorni.

Francesca

Consiglio vivamente la dottoressa perchè è molto scrupolosa,disponibile e spiega tutto nei minimi dettagli. Inoltre è cordiale e gentile.

Maria Rosaria

Ho da poco svolto una visita con la dott.ssa Matolo e sono rimasta felicemente sorpresa e soddisfatta dalla sua preparazione sia umana che medica. È stata molto competente e professionale spiegandomi nel dettaglio ogni passo svolto o da svolgere e rispondendo con pazienza e accuratamente ad ogni mia domanda o dubbio. Consiglio vivamente!!

Ivana

Molto gentile preparata minuziosa , una visita accurata.

Roberta

ALLERGIE RESPIRATORIE
Le allergie respiratorie sono reazioni scatenate da allergeni che entrano in contatto con l’organismo attraverso l’aria respirata, provocando disturbi prevalentemente a carico dell’apparato respiratorio. Si distinguono forme allergiche stagionali, che compaiono cioè solo in determinati periodi dell’anno, e forme croniche, provocate da allergeni perenni con i quali si può entrare in contatto quotidianamente. Le allergie respiratorie stagionali sono innescate soprattutto dall’inalazione di pollini e si presentano esclusivamente in quei periodi dell’anno in cui fioriscono le piante (responsabili sono soprattutto graminacee, urticacee, composite e betulacee; ciascuna di queste ha il proprio periodo di fioritura).

Le allergie respiratorie croniche, invece, non hanno periodicità fissa e possono essere innescate da acari della polvere domestica, muffe, pelo di animali (es. cani e gatti) e sostanze chimiche. Non è da trascurare che anche gli alimenti e alcuni farmaci possano essere responsabili della comparsa di allergie respiratorie.

SINTOMI E RISCHI
Dal punto di vista dei sintomi, le pollinosi e le allergie croniche non sono diverse. Entrambe, infatti, si manifestano prevalentemente con rinite o asma.

La rinite allergica, detta anche raffreddore da fieno, è una reazione infiammatoria delle prime vie respiratorie (soprattutto a livello della mucosa del naso) e degli occhi, dovuta all’inalazione degli allergeni. Si manifesta con alcuni sintomi caratteristici: starnuti, naso chiuso e gocciolante con secrezioni molto liquide, prurito alla gola e al naso. Nel processo infiammatorio è spesso interessata anche la congiuntiva; si viene quindi a determinare un quadro di irritazione oculare, che va ad aumentare il disagio provocato dalla rinite. Sintomi oculari caratteristici sono: arrossamento e gonfiore degli occhi, bruciore, prurito, lacrimazione e fastidio alla luce.

L’asma, invece, è una malattia su base allergica caratterizzata fondamentalmente da un’ostruzione delle vie respiratorie. Si manifesta con episodi improvvisi o graduali, in cui l’inalazione dell’allergene provoca ispessimento dei bronchi e la contrazione della loro muscolatura. Ciò rende il passaggio dell’aria più difficoltoso, determinando crisi respiratorie, respiro sibilante, senso di costrizione toracica e tosse.

In caso di allergie respiratorie, possono comparire anche mal di testa, fastidi all’orecchio, stanchezza, difficoltà di concentrazione, senso di malessere generale, ansia e depressione.

TEST E TRATTAMENTI
Il prick test è eseguito dalla Dott.ssa Matolo che sceglie gli allergeni da testare in base ai pannelli standard suggeriti dalle linee guida internazionali e nazionali. In questi pannelli sono previsti gli allergeni che più frequentemente provocano allergia in quella determinata area geografica, tenendo conto della anamnesi del singolo paziente. Il prick test consiste nel mettere a contatto i vari allergeni con la pelle del soggetto, disponendo una goccia di ciascun allergene sull’avambraccio e pungendola delicatamente.

Il trattamento delle allergie respiratorie prevede, innanzitutto, di evitare l’esposizione agli allergeni. Poi, possono essere prescritti farmaci antistaminici o corticosteroidi per via orale o locale (spray nasali, colliri ecc.). Oltre alla terapia sintomatica, la Dott.ssa Matolo può indicare un trattamento desensibilizzante mediante immunoterapia allergenica.

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ALLERGIE ALIMENTARI
Allergie e intolleranze alimentari rientrano nella categoria delle reazioni avverse agli alimenti, che comprende, a sua volta, tutte le malattie ed i disturbi causati dall’ingestione di determinati cibi, additivi o contaminanti alimentari. Possono essere classificate in due grandi gruppi, quello delle reazioni tossiche e quello delle reazioni non tossiche. Quest’ultime non sono dovute alla presenza di particolari sostanze avverse ma, pur risultando innocue per la maggior parte delle persone, possono causare gravi problemi a taluni individui.
Le allergie alimentari sono un classico esempio di reazioni avverse di tipo non tossico.

Il numero di persone che soffrono di allergie alimentari è in continuo aumento. Un problema importante, dunque, che attualmente colpisce circa il 2-7% degli adulti ed il 6-13% dei bambini. Molto superiore risulta essere l’incidenza delle intolleranze alimentari (quella al lattosio, per esempio, raggiunge, in alcune etnie, valori superiori al 90%) ma non devono essere confuse con le allergie perché non coinvolgono il sistema immunitario.

RISCHI
I segni e i sintomi di allergia alimentare, che fortunatamente sono fastidiosi ma non sempre così pericolosi, insorgono mediamente da pochi minuti fino ad un’ora dopo il termine del pasto. Non solo tra soggetti diversi, ma anche per la stessa persona, possono variare da lievi a gravi. Pur avendo sofferto solamente di uno o più attacchi allergici leggeri, esiste la possibilità di incappare una reazione anche grave o gravissima. La sintomatologia delle allergie alimentari è piuttosto variabile per localizzazione ed intensità; coinvolge tipicamente l’apparato gastrointestinale, quello respiratorio e la cute.

L’anafilassi è la conseguenza più temibile di un’allergia alimentare e lo shock anafilattico, che nelle forme più gravi può condurre all’occlusione delle vie respiratorie, al coma ed alla morte dell’individuo e necessita, per questo, di un intervento precoce con epinefrina o adrenalina.

TEST E TRATTAMENTI
Il Prick Test può essere utile per diagnosticare allergie respiratorie o alimentari.
Si esegue applicando una piccola quantità di estratto allergenico sulla pelle che viene fatta penetrare attraverso una piccola puntura con una lancetta sterile.
Se la reazione è positiva, dopo 15 minuti, nel punto in cui è stato applicato l’allergene si forma un piccolo rigonfiamento (pomfo) del tutto simile ad una puntura di zanzara, circondato da una zona arrossata (eritema) più o meno ampia. A volte si può manifestare anche prurito.
Il test è assolutamente indolore e si può praticare sin dai primi mesi di vita.
Per poter effettuare il test, non ci devono essere lesioni in atto (dermatite in fase acuta, orticaria, ferite ecc) sulla cute dell’avambraccio e il paziente non deve aver assunto farmaci antistaminici nei 6-7 giorni precedenti.

La terapia dell’allergia alimentare si basa sull’eliminazione dalla dieta dell’alimento a cui il soggetto è sensibilizzato. Questo particolare regime alimentare, definito dieta di esclusione, non deve necessariamente durare tutta la vita in quanto, soprattutto nei bambini piccoli, la sintomatologia tende a scomparire con il passare del tempo.

In presenza di un’allergia importante, la Dott.ssa Matolo può prescrivere epinefrina iniettabile, che la persona allergica deve portare con sé per fronteggiare l’eventuale comparsa di uno shock anafilattico.
Allergie alimentari con basso grado di severità possono essere controllate attraverso l’utilizzo di antistaminici, da assumersi dopo l’esposizione all’allergene per attenuare le manifestazioni indesiderate.

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ALLERGIA AL NICHEL E DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO
L’allergia al nichel è la causa più comune di dermatite allergica da contatto, una patologia che produce lesioni cutanee molto simili a quelle dell’eczema: dapprima si formano delle bolle sulla superficie della pelle, che appare arrossata, pruriginosa, gonfia e ricoperta di vescicole, che possono rompersi formando croste; successivamente, se il contatto con il nichel persiste nel tempo, la pelle si ispessisce e si desquama, screpolandosi e assumendo un colore più scuro.

Il nichel è un metallo pesante tipicamente contenuto in alcuni gioielli, nelle cerniere lampo e nei bottoni dei jeans. Nelle persone non allergiche il contatto con il nichel non provoca alcun problema, ma circa il 10% della popolazione sviluppa una reazione allergica caratterizzata dai sintomi sopradescritti. I principali incriminati in tal senso sono orecchini, anelli, collane, cinturini, montature degli occhiali, braccialetti e gioielli da body-piercing; il nichel è infatti comunemente presente in molti prodotti di metallo, inclusi gioielli d’oro e svariate leghe, contenute, ad esempio, nelle monete, nelle chiavi, nei cacciaviti, nelle fibie, nei gancetti per il reggiseno ecc.

Il nichel, però, non si trova soltanto in vestiti e gioielli, ma anche negli alimenti che assumiamo ogni giorno.

RISCHI
Il sistema immunitario degli individui allergici reagisce al nichel scatenando una reazione più o meno severa. Il metallo viene infatti riconosciuto come un qualche cosa di estraneo, al pari di una scheggia o di un microrganismo patogeno, e come tale viene attaccato tramite una reazione infiammatoria caratterizzata dal forte rilascio di istamina da parte dei mastociti. Questa sostanza aumenta la permeabilità dei piccoli vasi sanguigni dell’area interessata, favorendo l’accumulo di liquidi (vescichette), globuli bianchi ed altre sostanze deputate al confinamento e alla distruzione dell’agente lesivo; l’istamina, inoltre, produce un forte prurito a livello locale.

Normalmente, dopo essere entrato a contatto con la pelle di persone allergiche, il nichel determina eruzione cutanea nel giro di 12/48 ore, dopodiché possono essere necessarie dalle due alle quattro settimane prima che lo sfogo si risolva completamente.

TEST E TRATTAMENTI
La diagnosi di allergia al nichel è subordinata alle caratteristiche delle lesioni cutanee e al recente contatto con un possibile oggetto contenente il metallo. Nei casi dubbi, comunque, è possibile ricorrere al cosiddetto patch test: sulla parte alta del dorso del paziente si applicano dei piccolissimi cerotti contenenti le sostanze allergeniche sospette, dopodiché a distanza di 48-72 ore si valuta la reazione cutanea locale; se la rimozione del cerottino contenente nichel lascia sotto di sé una chiazzetta di cute infiammata, la diagnosi di allergia al nichel è positiva. Bisogna ricordare che si impiegano quantità di allergeni talmente esigue da risultare prive di rischi anche nei casi di forte sensibilità alla sostanza.

In caso di reazione particolarmente violenta, è possibile assumere medicinali in grado di alleviare i sintomi ed accelerarne la risoluzione. A tal proposito la Dott.ssa Matolo può prescrivere al soggetto con allergia al nichel creme per uso topico a base di corticosteroidi o compresse contenenti antistaminici.

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DERMATITE ATOPICA
La dermatite atopica (o eczema atopico) è un disturbo infiammatorio della pelle, non infettivo, il cui esordio coincide spesso con l’età pediatrica. Questa malattia tende a diventare cronica, anche se può andare in completa remissione per lunghi periodi di tempo; le manifestazioni tipiche dell’infiammazione della pelle (prurito, eritema, secchezza, desquamazione, crosticine) possono comunque ricomparire all’improvviso, per l’azione di determinati fattori corresponsabili e favorenti.

La dermatite atopica si distingue dalle altre forme di dermatite per il fatto che le manifestazioni cutanee ad essa correlate non coincidono con le aree in cui una data sostanza è posta a contatto con la pelle.
La dermatite atopica non si manifesta solo a livello cutaneo, ma progredisce intaccando anche le mucose: infatti, nella maggior parte dei soggetti affetti sono ricorrenti episodi di asma, rinite e rino-congiuntivite allergica, in concomitanza con eruzioni cutanee e prurito.

 

RISCHI
La dermatite atopica predispone ad altre problematiche reattive-allergiche a carico di vari organi ed apparati, come allergie alimentari, asma, rinite e congiuntivite.
Per il continuo grattamento, la cute appare più suscettibile alle infezioni batteriche secondarie, specialmente da Stafilococco e Streptococco, che penetrano più facilmente la cute trovando un locus adatto alla proliferazione. Questa situazione si verifica, a maggior ragione, in presenza di ragadi sanguinanti.

La dermatite atopica è caratterizzata da un andamento cronico-recidivante: a fasi acute si alternano periodi di remissione.

 

DIAGNOSI E TRATTAMENTO
Per la diagnosi della dermatite atopica è necessaria l’anamnesi personale o familiare di atopia e l’osservazione dei sintomi durante l’esame obiettivo. Sono inoltre utili gli esami allergologici nei casi in cui gli allergeni alimentari, inalatori o da contatto abbiano un ruolo significativo nello scatenamento della dermatite.

Le terapie volte alla risoluzione o al miglioramento della dermatite atopica devono essere scelte in base alla gravità della condizione, all’età del paziente e al suo stato psicologico, alla presenza concomitante di altre patologie e alle esigenze del soggetto.

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ALLERGIA AL LATTICE
L’allergia al lattice è una risposta immunitaria anomala, esagerata e violenta, dell’organismo, in seguito al contatto o all’inalazione di particelle di lattice.
Dopo un contatto occasionale – per via cutanea od inalatoria – con prodotti contenenti lattice, l’esercito immunitario di un individuo “sensibile” attacca le proteine in esso presenti; così facendo, s’innesca una reazione allergica esagerata.

Alcuni oggetti contenenti lattice:

arredamento e oggetti per uso domestico come ad es. cuscini in lattice, elastici, guanti, borse dell’acqua calda;

giocattoli e prodotti per l’infanzia come ad es. succhiotti, palloncini, giochi, pannolini, tettarelle;

indumenti e oggetti sportivi come ad es. cinture, bretelle, guanti, scarpe, bende elastiche, reggiseni,  mascherine subacquee, palloni, pinne, suola per scarpe da tennis;

anticoncezionali e oggetti per l’ambito ospedaliero come ad es. preservativi, diaframmi, agocannule, apparecchi ortodontici, cateteri vescicali, contagocce per collirio, elettrodi adesivi a ventosa, fasce di compressione, lacci emostatici;

RISCHI
L’intensità dei sintomi varia in funzione della sensibilità del soggetto: dopo uno o più contatti con il lattice, il paziente allergico può manifestare reazioni cutanee o difficoltà respiratorie più o meno gravi. Nei casi estremi, le allergie al lattice possono degenerare fino allo shock anafilattico, la complicanza più temuta e grave delle allergie in genere.

Ogni individuo risponde in modo prettamente soggettivo al contatto con le proteine del lattice. In alcuni casi, le allergie al lattice decorrono in modo del tutto asintomatico; in altri, i sintomi innescati dal contatto con gli allergeni del lattice sono talmente gravi e feroci da compromettere seriamente la vita del paziente stesso.

 

DIAGNOSI E TRATTAMENTI
La diagnosi clinica consiste nell’osservazione medica diretta delle lesioni innescate dall’allergia al lattice, e nella raccolta dell’anamnesi. Questa indagine clinica si pone gli obiettivi di accertare i sintomi, la gravità e la progressione (eventuale) dell’allergia, oltre a rilevare la presenza di possibili fattori di rischio (es. asma, dermatiti, predisposizione genetica ecc.).

La diagnosi prevede inoltre l’esecuzione di test cutanei quali prick test con estratto di lattice standardizzato e test ematici (ricerca IgE specifiche per il lattice).
Il prick test si esegue applicando una piccola quantità di estratto allergenico sulla pelle che viene fatta penetrare attraverso una piccola puntura con una lancetta sterile.
Se la reazione è positiva, dopo 15 minuti, nel punto in cui è stato applicato l’allergene si forma un piccolo rigonfiamento (pomfo) del tutto simile ad una puntura di zanzara, circondato da una zona arrossata (eritema) più o meno ampia. A volte si può manifestare anche prurito.

Il test è assolutamente indolore e si può praticare sin dai primi mesi di vita.
Per poter effettuare il test, non ci devono essere lesioni in atto (dermatite in fase acuta, orticaria, ferite ecc) sulla cute dell’avambraccio e il paziente non deve aver assunto farmaci antistaminici nei 6-7 giorni precedenti.

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ALLERGIA AL VELENO DI IMENOTTERI (INSETTI)
Le punture degli insetti sono frequenti soprattutto nel periodo estivo, ma per molte persone l’eventuale contatto con questi animali costituisce un serio problema, con cui convivere per tutta la vita. Attraverso la puntura, l’insetto può iniettare nella pelle del veleno, allergeni o altre componenti metaboliche irritanti e responsabili di dolore, prurito, arrossamento, gonfiore e, nelle persone suscettibili, reazioni allergiche anche gravi.
Anche se non appartengono strettamente alla famiglia degli insetti, anche gli aracnidi (ragni, acari e zecche) possono provocare lo stesso effetto.

La comparsa della puntura di un insetto è generalmente caratterizzata da un rilievo cutaneo tondeggiante e liscio, di colore rosso o bianco, con alone eritematoso e pruriginoso.

RISCHI
La gravità della puntura varia a seconda del tipo di insetto e della sensibilità individuale di chi subisce questo danno.
Una puntura di insetto può provocare reazioni diverse:

la reazione normale coinvolge solo la zona intorno alla puntura con dolore immediato, arrossamento, gonfiore e prurito;

una reazione locale più estesa si presenta con un’area di gonfiore superiore ai 5 cm e con segni (arrossamento e bruciore) che tendono ad aggravarsi gradualmente nei primi due giorni dopo la puntura dell’insetto;

reazioni di varia intensità possono interessare diverse parti dell’organismo (sistemiche o allergie), come l’orticaria generalizzata (eruzione cutanea con prurito) e angioedema (gonfiore sottocutaneo che interessa prevalentemente viso e labbra);

quando il gonfiore raggiunge la parte bassa della gola può ostacolare il passaggio dell’aria. Di conseguenza può subentrare un edema della glottide (rigonfiamento della laringe all’altezza delle corde vocali), con difficoltà respiratoria, voce roca e tosse;

nei casi più severi si può andare incontro ad un grave calo di pressione, marcato e persistente, alla perdita di coscienza e allo shock anafilattico.

DIAGNOSI E TRATTAMENTO
Oltre che su una dettagliata anamnesi, la diagnosi si basa fondamentalmente su test cutanei e sulla ricerca di IgE specifiche per il veleno di imenotteri nel sangue del paziente.
Test cutaneo (prick test): nel prick test, alcune gocce di una piccola quantità di soluzione di veleno di insetti vengono applicate sulla pelle e successivamente si punge lo strato cutaneo più superficiale. In questa procedura, si utilizza veleno di insetti estremamente diluito, quindi tollerabile anche dai soggetti allergici.

In base alla reazione cutanea (pomfi, prurito) la Dott.ssa Matolo accerta un’allergia al veleno di insetti e può somministrare un antistaminico per bocca e l’applicazione locale di una pomata cortisonica. Se necessario, prescriverà una terapia antinfiammatoria a base di cortisone per bocca.

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ALLERGIA A FARMACI
Quando si parla di allergie ai farmaci ci si riferisce alle reazioni allergiche scatenate dai principi attivi responsabili dell’azione terapeutica e non alle reazioni allergiche che possono manifestarsi a causa di eventuali eccipienti contenuti nel medicinale finito (ad es. allergia al lattosio o alla gelatina).
Più nel dettaglio, le allergie ai farmaci rientrano nel gruppo delle reazioni avverse di tipo B, ossia reazioni non prevedibili e che non dipendono dalla quantità di farmaco assunta. Difatti, in certi casi, le allergie ai farmaci si manifestano anche con dosi molto piccole.

Ad ogni modo, si parla di allergie ai farmaci quando l’assunzione di questi ultimi provoca una reazione inaspettata del sistema immunitario. In altre parole, le allergie ai farmaci rappresentano una particolare condizione in cui si ha una risposta eccessiva ed anomala da parte del sistema immunitario che individua il farmaco come agente estraneo potenzialmente dannoso per l’organismo e lo attacca.

 

RISCHI
Alcune manifestazioni cliniche sono di lieve entità e si possono risolvere interrompendo l’assunzione del farmaco. Altre manifestazioni cliniche, invece, risultano essere particolarmente gravi e, se non prontamente trattate, possono condurre a risvolti tragici.

A tal proposito, ricordiamo la gravità dello shock anafilattico, una grave reazione allergica che si può manifestare quando un individuo allergico ad un determinato farmaco – dopo la sensibilizzazione iniziale – entra nuovamente in contatto con il principio attivo responsabile dell’allergia. Se non prontamente trattato, lo shock anafilattico può portare anche alla morte. 

DIAGNOSI E TRATTAMENTI
La diagnosi prevede un’anamnesi accurata per dimostrare la reale responsabilità del farmaco sospettato e scegliere alternative, se possibile, che siano comunque efficaci, non pericolose e non troppo costose.
Gli eventuali test cutanei che si possono utilizzare per individuare eventuali allergie ai farmaci, prick test e patch test, sono eseguiti in combinazione con test intradermici in struttura ospedaliera. E’ bene ricordare anche che i test cutanei per un determinato farmaco non si eseguono se il paziente ha manifestato reazioni avverse gravi in seguito alla terapia con quel farmaco.

L’eventuale trattamento delle allergie ai farmaci è solo sintomatico e mira a ridurre l’eccessiva risposta immunitaria e/o a limitare ed eliminare le manifestazioni cliniche e i sintomi che ne derivano.

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L’allergologia e immunologia

L’allergologia e l’immunologia coprono due aree complementari.

L’allergologia si occupa della prevenzione, della diagnosi e del trattamento di tutte le forme di allergia e delle malattie ad esse correlate. Un’allergia è una patologia immunitaria attivata da un’ipersensibilità verso particolari sostanze.

Le malattie di area immunologica sono una famiglia molto numerosa di patologie in cui il sistema immunitario, normalmente programmato per difendere l’organismo dall’aggressione di agenti patogeni esterni (che causano le malattie infettive), aggredisce invece l’organismo stesso causando una progressiva degenerazione dei tessuti e degli organi. L’immunologia clinica si concentra sulle affezioni derivanti da questa alterazione del sistema immunitario.

 

Quando e perché andare dall allergologo?

Una visita allergologica è consigliata quando si ha a che fare con sintomi, ad esempio sfoghi cutanei, prurito cutaneo o agli occhi, naso chiuso o che cola, reazioni a farmaci, ad alimenti o a punture di insetto, oppure problemi respiratori, tipici di una possibile allergia.

Dopo il colloquio e la raccolta delle informazioni sulla storia del paziente (anamnesi), lo specialista allergologo potrà effettuare dei test quali Prick test e Patch test, eventualmente corredati da esami del sangue specifici (ricerca delle IgE specifiche per un determinato allergene), necessari per diagnosticare il tipo di allergia di cui si soffre e stabilire la relativa terapia.