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Dott.ssa Giulia Pinna

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Dott.ssa Giulia Pinna

Specialista in Otorinolaringoiatria.

 

Curriculum e bio

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 2006 con lode e successivamente specializzata in Otorinolaringoiatria nel 2011 con lode presso l’Università degli Studi di Cagliari. Da diversi anni, avendo maturato esperienza sia nel territorio che in ambito ospedaliero e universitario, si occupa di diagnosi, prevenzione e cura delle patologie otorinolaringoiatriche del bambino e dell’adulto, con particolare interesse nell’ambito della Audiologia. Ha partecipato durante il corso di studi ad attività chirurgica e pubblicazioni presso riviste scientifiche nazionali ed internazionali. Attualmente lavora come libero professionista.

Tariffe Otorinolaringoiatria

Visita specialistica

60 euro

Test funzionalità vestibolare

60 euro

Visita specialistica + test funzionalità vestibolare

90 euro

Visita specialistica + esame audiometrico

90 euro

Visita specialistica + impedenziometria

90 euro

Visita specialistica + rinofibrolaringoscopia

90 euro

 

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Orari

 

Venerdì Decimomannu

Via Biasi 3 dalle 15.30 alle 19.00

Sabato Cagliari

Viale Marconi 62 dalle 09.30 alle 12.30

IPOACUSIA
L’ipoacusia è la perdita parziale del senso dell’udito. Può colpire uno o entrambi gli orecchi e può far sì che i suoni appaiano ovattati e conseguentemente  creare difficoltà a seguire discorsi in presenza di rumori di sottofondo o quando a parlare sono più persone. Alla base della condizione, che può essere associata a problemi di equilibrio, vertigini, acufene e sensazione di pressione nell’orecchio colpito, possono esserci problemi o danni alle strutture responsabili dell’udito (ad esempio al timpano), accumuli di cerume o di liquidi, la presenza di corpi estranei oppure danni o una riduzione delle capacità uditive associata all’invecchiamento. A volte si tratta di un problema congenito già presente alla nascita, in altri casi ancora può essere associato all’assunzione di alcuni farmaci o a traumi.

RISCHI
L’ipoacusia è un disturbo molto comune: una persona su dieci nel mondo è affetta da ipoacusia. Se siete affetti da ipoacusia, percepite gli stessi suoni che percepiscono gli altri, solo in maniera più ovattata. Oppure potreste sentire le tonalità basse (come un cane che abbaia), ma avete difficoltà a riconoscere le tonalità alte, come quelle della voce, soprattutto in un ambiente rumoroso. Oppure, molto più generalmente, fate fatica a sentire. Quando si soffre di ipoacusia, ci si può sentire isolati, frustrati e disorientati. Con il passare del tempo diventa sempre più difficile comunicare con la propria famiglia, sul lavoro e con le altre persone, e si corre il rischio di isolarsi.

 

ANDARE DALL’OTORINOLARINGOIATRA
Se l’ipoacusia interferisce con la qualità della vita, se peggiora (magari più in un orecchio che nell’altro), se compare all’improvviso e se è associato a sintomi come dolore, mal di testa, debolezza o intorpidimento in qualunque altra parte del corpo è bene rivolgersi alla Dott.ssa Pinna. Grazie al trattamento delle specifiche patologie dell’orecchio e  all’uso di soluzioni uditive adeguate, la maggior parte delle persone affette da ipoacusia può tornare a sentire; anche coloro che sono affetti da ipoacusia profonda. Sicuramente le probabilità di poterla trattare efficacemente sono maggiori se si agisce tempestivamente.

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ACUFENI
Un acufene è la percezione di un rumore di diverso tipo (ronzio, fischio o scroscio) e varia intensità, intermittente o continuo, in assenza di un reale stimolo acustico. Si riscontra per effetto di processi patologici di varia natura, che interessano l’orecchio interno, il nervo acustico o le strutture anatomiche vicine. Un acufene soggettivo è una sensazione sonora non provocata da agenti esterni, ma causata da attività spontanee o patologiche proprie dell’apparato uditivo.
La percezione di ronzii può dipendere infatti da variazioni della pressione dei liquidi labirintici e da alterazioni della loro costituzione chimico-fisica.
Gli acufeni oggettivi sono molto rari e sono dovuti a rumori effettivi generati da fenomeni fisiologici o patologici che interessano strutture contigue all’orecchio. Questo sintomo può essere dovuto ad esempio a disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, la quale può trasmettere anche i più deboli scricchiolii delle superfici articolari.

 

RISCHI
Sono fischi e ronzii fastidiosi, a volte veri e propri rumori che non cessano mai. L’acufene, per chi ne soffre, è un vero supplizio e può diventare un dramma in grado di influire molto sulla qualità della vita, perché può arrivare ad impedire lo svolgimento delle attività quotidiane. Chi ne soffre riporta situazioni di forte disagio e lamenta l’incapacità ad abituarsi a questo disturbo. Nella maggior parte dei casi, però, il rumore dipende da malattie o anomalie dei vasi sanguigni in prossimità dell’orecchio, che provocano un flusso aumentato o turbolento. Queste includono aneurismi dell’arteria carotidea, aterosclerosi, tumori a livello della vena giugulare ed altre malformazioni vascolari.

 

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In alcuni casi si può trovare sollievo dall’acufene, soprattutto quando sia possibile individuare esattamente la causa scatenante. Ad esempio alcune persone producono cerume in eccesso che impedisce ai rumori provenienti dall’esterno di penetrare nell’orecchio: quando il cerume o un qualsiasi oggetto esterno (come un capello) toccano il padiglione auricolare può prodursi come risultato l’acufene. Facendo rimuovere il cerume dall’otorino, si rimuove anche la causa che provoca il disturbo. L’acufene è un disturbo che varia molto da persona a persona, quindi terapie diverse hanno effetti diversi a seconda del paziente. Le terapie dell’acufene, proprio come le cause del disturbo, sono svariate, e ciò che funziona per un paziente potrebbe non funzionare in tutti i casi, occorre pertanto affidarsi allo specialista per trovare la soluzione più adeguata per ogni paziente.

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VERTIGINI
La vertigine è una sensazione illusoria e sgradevole, talvolta invalidante, in cui si avverte la rotazione o il movimento del proprio corpo e dell’ambiente circostante. A provocare le vertigini può essere un problema dell’apparato vestibolare dell’orecchio interno (vertigini periferiche), oppure un problema con sede nell’encefalo (vertigini centrali).
La più comune causa di vertigini è la condizione nota come vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB). La VPPB è un disturbo dell’apparato vestibolare.
Spesso, chi soffre di vertigini lamenta anche altri sintomi, tra cui: nausea, vomito, perdita di equilibrio, nistagmo, sudorazione e/o perdita dell’udito.

 

RISCHI
Spesso, alle vertigini si associano diversi altri sintomi, tra cui:
Perdita di equilibrio
Nausea
Mal di testa
Sudorazione
Nistagmo
Tinnito (o acufeni)
Perdita dell’udito
Senso di malessere generale
In alcuni individui, la sensazione indotta dalle vertigini ed i sintomi d’accompagnamento possono essere appena accennati; in altre persone, invece, possono essere anche molto marcati e severi tanto da rendere impossibili le normali azioni quotidiane.

 

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Il trattamento delle vertigini dipende dalle cause scatenanti e dalla severità dei sintomi.
Alle prese con un individuo che lamenta vertigini, La Dott.ssa Pinna procede in genere nel seguente modo: per prima cosa analizza attentamente i sintomi e la storia clinica (anamnesi), dopodiché esegue un accurato esame obiettivo comprensivo delle manovre specifiche per lo studio del sistema vestibolare (test di funzionalità vestibolare); in base al quadro sintomatologico e a ciò che è emerso dalle valutazioni precedenti, potrà essere eseguito il test dell’udito (o esame audiometrico) necessario a chiarire se il paziente soffre anche di acufene e/o perdita dell’udito.
La prognosi in caso di vertigini dipende dalla gravità delle cause scatenanti e dalla loro curabilità.

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RINO-SINUSITI
Si tratta di un insieme di patologie infiammatorie acute o croniche della mucosa respiratoria di naso e seni paranasali che comprendono riniti, che interessano la mucosa nasale, rinosinusiti, che interessano oltre il naso anche uno o più seni paranasali (mascellare, etmoidale, frontale, sfenoidale), e la poliposi naso-sinusale. I sintomi sono spesso comuni e sono costituiti da dolore facciale, secrezione nasale sierosa mucosa o purulenta (talvolta maleodorante), difficoltà respiratoria nasale e alterazione dell’olfatto (iposmia), alterazione del gusto (ipogeusia), alterazione del timbro della voce (rinolalia chiusa).

 

RISCHI
Riniti: la più comune forma di infiammazione acuta a carico della fossa nasale è rappresentata dalla rinite acuta epidemica. Tale affezione è comunemente conosciuta con il nome di raffreddore o coriza. È sostenuta da un’eziologia virale, in particolare da rhinovirus o virus parainfluenzali. Si caratterizza per ostruzione respiratoria nasale associata ad abbondanti secrezioni nasali. Sono possibili delle sovrainfezioni batteriche caratterizzate da secrezioni muco-purulente. La terapia è esclusivamente medica, va però ricordato che esistono fattori anatomici (deviazione del setto nasale, ipertrofia dei turbinati inferiori, pneumatizzazione del turbinato medio) che possono facilitare una scarsa ventilazione nasale con conseguente evoluzione in sinusiti acute e croniche; tali fattori sono oggetto di correzione chirurgica (vedi le patologie malformative e post-traumatiche del massiccio facciale).
Una quota significativa di infiammazioni nasali (20%) è rappresentata dalle riniti allergiche. Sono forme causate da una reazione immunitaria a specifici agenti esterni denominati allergeni. Si distinguono allergeni stagionali (es. pollini) e perenni (es. acari della polvere, pelo di animale). Il paziente lamenta disturbi quali ostruzione respiratoria nasale, secrezioni nasali trasparenti, starnutazione, prurito nasale, riduzione del senso dell’olfatto, coinvolgimento oculare (oculorinite allergica).

Sinusiti: la sinusite è un’infiammazione dei seni paranasali. Esistono tre tipi di sinusite: la prima è la sinusite acuta, un tipo di infiammazione che colpisce rapidamente e si risolve con una terapia medicale appropriata; la seconda è la sinusite subacuta, di durata variabile fino ai tre mesi e trattabile anch’essa con specifiche terapie; la terza è la sinusite cronica, e si verifica a causa di ripetuti episodi acuti o per infezioni precedenti trattate in modo inadeguato.

Poliposi naso-sinusale: si tratta di un tipo particolare di rinosinusite cronica caratterizzata dalla presenza di formazioni polipoidi, ovvero sacche di mucosa ispessita che si estroflette per il ripetersi di fenomeni flogistici favoriti da allergie, infezioni micotiche, intolleranza all’Aspirina, patologie autoimmuni (Sindrome di Churg-Strauss), neoplasie nasali (poliposi sintomatica), alterazioni della funzione muco-ciliare. Il paziente affetto da poliposi nasale lamenta ostruzione respiratoria nasale, secrezioni nasali trasparenti (idrorrea), riduzione o completa perdita dell’olfatto, alterazione della voce (voce nasale).

 

ANDARE DALL’OTORINOLARINGOIATRA
Ogni processo infiammatorio cronico e particolarmente violento nella sua fase acuta può portare ad erosione delle strutture ossee circostanti e all’invasione dei tessuti e delle strutture limitrofe. Sicuramente una delle complicanze più frequenti è l’edema palpebrale o un interessamento dell’orbita, così come nevralgie trigeminali localizzate in sede sopraorbitaria o mascellare possono essere comuni.
Il trattamento delle affezioni rinosinusali si può avvalere di numerosi presidi sia farmacologici che non.
In casi selezionati la chirurgia risulta fondamentale della gestione della patologia e delle sue complicanze.

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PATOLOGIA ADENOIDEA-TONSILLARE
Uno dei problemi più frequenti che incontra l’otorinolaringoiatra è la gestione dei pazienti, per lo più pediatrici, con problemi di ipertrofia tonsillare ed adenoidea. Del resto questa patologia è quella che si osserva più frequentemente in età pediatrica. Molti degli agenti patogeni che entrano nelle vie respiratorie passano attraverso le adenoidi e le tonsille, che hanno quindi una funzione prevalentemente difensiva.
Talvolta, specialmente nei bambini, le adenoidi e le tonsille possono essere colpite da in-fezioni occasionali o ricorrenti, che in alcuni casi rendono difficile la respirazione attraverso il nasoe la bocca. Le più comuni patologie che interessano le adenoidi e le tonsille posso-no renderle ipertrofiche (adenoidi e tonsille ingrossate) o infiammate (adenoiditi e tonsilliti).

 

RISCHI
Le adenoidi e le tonsille svolgono funzioni immunitarie: aiutano il corpo a difendere l’orga-nismo dalle infezioni, intrappolando ed eliminando batteri e virus che invadono i tessuti attorno agli orifizi delle cavità nasale e orale.
Nonostante siano utili nella prevenzione delle infezioni durante la prima infanzia, l’organismo possiede mezzi più efficaci per combattere batteri e virus. Per questo motivo, se crescono eccessivamente provocano notevoli difficoltà respiratorie o se vanno incontro a frequenti e ripetuti episodi flogistici debilitanti, vengono spesso rimosse chirurgicamente.

 

ANDARE DALL’OTORINOLARINGOIATRA
La condizione è diagnosticata sulla base dell’anamnesi e dell’esame fisico.
In caso di adenoidite virale, è spesso sufficiente la somministrazione di analgesici e antipiretici. Le forme batteriche, soprattutto le tonsilliti, invece, possono essere trattate con antibiotici, quali amoxicillina-acido clavulanico o una cefalosporina.
Se i sintomi sono gravi o persistenti, è possibile rimuovere chirurgicamente le adenoidi insieme alle tonsille. Spesso, questa opzione diventa necessaria quando non c’è risposta alle terapie farmacologiche e c’è tendenza a cronicizzare.

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DISTURBI DELLA DEGLUTIZIONE
I disturbi della deglutizione rappresentano un ampio insieme, che racchiude molteplici patologie come possibili cause. La disfagia, come più comunemente potremmo chiamare il fenomeno, è un disturbo del transito verso lo stomaco degli alimenti, dei liquidi, della saliva, ecc. Possiamo distinguere una disfagia alta oro-faringea e una più “bassa” di tipo esofageo, a seconda della sede della lesione. Le patologie che ne sono alla base, impegnano l’otorino in un processo diagnostico talora complesso.

Le cause che impediscono il corretto procedere di cibo, saliva, ecc., possono essere per grandi linee funzionali (motorie-neuromuscolari), oppure conseguenti a ostacoli meccanici- anatomici. Tra le cause funzionali possiamo considerare disordini neurologici come l’ictus, che può colpire i nuclei della deglutizione nel mesencefalo o aree corticali o pseudo-bulbari, o ancora, l’Alzheimer, la sclerosi multipla, i tumori cerebrali, il Parkinson ecc.

 

RISCHI
I rischi sono legati sopratutto all’impegno delle vie aeree con conseguenze, talora gravi, di soffocamento, ma bisogna anche contrastare la malnutrizione ed eventuali infezioni bronco-polmonari, o delle alte vie aeree tutte.
Possono insorgere fenomeni di sovraccarico cardio circolatorio per la tosse violenta e ripetuta, possono comparire disturbi esofagei con gravi lesioni della mucosa prodotti talora da “corpi estranei (frammenti duri di un bolo carneo ingoiato precipitosamente e mal masticato), può esservi acidità e pirosi. Tutto il tragitto esofago tracheale può subire danneggiamenti con la sintomatologia conseguente.

 

ANDARE DALL’OTORINOLARINGOIATRA
Il primo approccio alla disfagia è sottoporsi a visita otorinolaringoiatrica. Diagnosi e trattamento precoce eviteranno le possibili complicazioni che possono sorgere come denutrizione, disidratazione e polmonite da aspirazione. Certamente esiste un trattamento per la disfagia, che dipenderà ovviamente dal problema del paziente e dalla sua età (bambino o adulto).
Le cure variano considerevolmente in base alla patologia: se parliamo di tumori del cavo orale, faringeo, laringeo o dell’esofago, la cura sarà mirata a risolvere queste patologie; se il problema è invece funzionale motorio si cercherà di migliorare la funzione con terapie farmacologiche e riabilitative ad hoc.

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DISTURBI DELLA FONAZIONE – PATOLOGIA DELLE CORDE VOCALI
Le corde vocali sono due pieghe muscolo-mucose poste orizzontalmente nella laringe, con conformazione a V come le lame delle forbici e, similmente a loro, si aprono e chiudono.
In apertura permettono il passaggio dell’aria (posizione respiratoria, ma impossibilità a parlare), in chiusura permettono la emissione di suoni (posizione fonatoria, che non consente, invece, di respirare). Le due posizioni (respiratoria e fonatoria) sono, quindi, antitetiche dal punto di vista funzionale e si correlano ai sintomi caratteristici da patologia laringea:
1) disfonia (alterazione dell’emissione e del carattere della voce);
2) dispnea (difficoltà respiratoria nel tempo inspiratorio, definita per le sue caratteristiche “laringea”).
La vibrazione delle corde vocali in chiusura, sotto la spinta dell’aria che dai polmoni viene emessa verso l’esterno, determina la produzione non della voce, ma di un suono base (tono laringeo fisiologico) che successivamente viene modulato e articolato dalle strutture soprastanti della faringe e della bocca per assumere quella connotazione di “voce” e di “messaggio verbale” che caratterizza il linguaggio umano.
Le principali patologie delle corde vocali possono essere così riassunte: infiammazioni (laringiti), alterazioni funzionali e tumori.

 

RISCHI
Durante la fonazione le corde vocali subiscono molte forme di stress meccanico, ma il più importante è quello dell’impatto causato dalla collisione tra le superfici delle corde vocali sinistra e destra. Si ritiene che questo stress raggiunga il suo massimo nella regione centrale delle corde vocali, che è poi il sito più comune di formazione dei polipi.
L’uso eccessivo o scorretto della voce può produrre un’eccessiva quantità di stress meccanico, aumentando la forza con cui le corde vocali si scontrano. Questo può portare a una conseguente formazione di ferite sulle quali possono poi innescarsi dei fenomeni di rimodellamento del tessuto, che si traducono nella formazione di lesioni benigne delle corde vocali come i polipi. Le corde vocali possono inoltre essere sede di insorgenza di tumori maligni , legati principalmente al fumo di sigaretta. Anche in questo caso il principale sintomo é rappresentato dall’alterazione della voce, che compare piuttosto precocemente, insieme alla difficoltà respiratoria, che si manifesta invece più tardivamente per ostruzione del lume laringeo.

 

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La visita otorinolaringoiatrica in questo caso viene completata con l’esecuzione della rino-fibrolaringoscopia che consente la valutazione morfologica e funzionale delle corde vocali e l’individuazione della causa della disfonia.
Ogni tentativo dovrebbe essere fatto per identificare ed eliminare i fattori causali o favorenti, quali lo stress, il fumo e l’alcol. Uno degli aspetti più importanti nella gestione delle disfonie è seguire buone abitudini per evitare problemi di voce: riposo completo (senza parlare o sussurrare) per due o tre giorni, evitare di fumare e idratazione.
Se il problema alla voce si dimostra grave o cronico, il trattamento può prevedere farmaci (ad esempio per stati allergici, reflusso, stati infettivi), chirurgia, logopedia o una combinazione di questi interventi. La terapia riesce, nella maggior parte dei casi, a ripristinare la normale voce, anche se potrebbe essere necessario diverso tempo.

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L’otorinolaringoiatria

L’Otorinolaringoiatria é la branca specialistica della medicina che si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie di orecchio, naso, faringe e laringe e di altre importanti strutture della testa e del collo ad essi anatomicamente associati come il cavo orale, le ghiandole salivari maggiori, le adenoidi e le tonsille, il nervo facciale e il sistema dell’udito e dell’equilibrio.
La visita Otorinolaringoiatrica consiste nell’esplorazione, attraverso appropriata strumenta-zione, di queste regioni anatomiche, ed in particolare comprende l’ispezione dell’orecchio (otoscopia), l’ispezione del naso (rinoscopia) , l’ispezione del cavo orale e dell’orofaringe (orofaringoscopia) e la palpazione del collo; la visita otorinolaringoiatrica di base può inol-tre essere completata da ulteriori pratiche, test ed esami strumentali:
-esame audiometrico tonale e vocale ed esame impedenzometrico: sono esami usati nella diagnosi di abbassamento dell’udito e degli acufeni;
-rinofibrolaringoscopia: consiste nella valutazione mediante strumento endoscopico flessi-bile e sottile di naso, faringe e laringe. Si tratta di un esame utile per mettere in evidenza le cause di sintomi quali alterazione della voce, tosse persistente, sensazione di corpo e-straneo faringeo, difficoltà respiratoria, alterazione dell’olfatto;
– otomicroscopia: consiste nella ispezione microscopica dell’orecchio esterno e della membrana timpanica;
– test di funzionalità vestibolare: comprende test e manovre specifiche per la diagnosi ed il trattamento delle vertigini e dell’instabilità posturale;
– pulizia dell’orecchio: consiste nella rimozione del cerume strumentale e/o mediante la-vaggio auricolare.

 

Quando e perché andare dall’otorino?

I sintomi che più frequentemente portano il paziente a rivolgersi allo specialista otorino so-no l’abbassamento dell’udito, la comparsa di fischi o ronzii alle orecchie (detti acufeni), le vertigini e l’instabilità posturale. Queste condizioni, sebbene molto spesso non costituisca-no delle patologie gravi, possono avere un impatto importante sulla qualità di vita, in parti-colare l’ipoacusia può determinare, se non adeguatamente supportata, difficoltà comuni-cativa e conseguente isolamento sociale e decadimento cognitivo soprattutto nell’anziano. Allo stesso modo gli acufeni, soprattutto se intensi e persistenti, possono influire sulla qua-lità del sonno e sul tono dell’umore. I disturbi dell’equilibrio e le vertigini necessitano di un inquadramento e un trattamento tempestivo poiché possono essere pericolosi perché au-mentano la possibilità di cadere e farsi male o di provocare incidenti stradali. Per quanto riguarda il distretto naso-gola i sintomi importanti da non sottovalutare sono la difficoltà re-spiratoria, la ridotta o alterata percezione degli odori e dei sapori, il russamento notturno, la fuoriuscita di sangue dal naso, il dolore alla gola, l’alterazione della voce, la difficoltà nella deglutizione, la comparsa di tumefazioni nella regione del collo. L’otorinolaringoiatra, attraverso la visita completa di esami strumentali, é in grado di individuare le cause di questi sintomi, consigliare approfondimenti diagnostici, prescrivere la terapia medica più appropriata o l’eventuale trattamento chirurgico. É bene ricordare inoltre che lo specialista otorinolaringoiatra si trova spesso a trattare il paziente pediatrico, in particolare per il trat-tamento di otiti, ritardo del linguaggio, ipertrofia adenoidea e tonsillare.