Tel. 070 7050203 - Orario Continuato

La Reumatologa al Centro D

Dott.ssa Alessandra Piras

TECNICA CAPILLAROSCOPICA

VISITA 60€ ANZICHE’ 90€

Centro Medico Polispecialistico

IL PIU’ INTIMO a CAGLIARI e DECIMOMANNU

  

PROMO VALIDA SINO AL 31 AGOSTO

Dott.ssa Alessandra Piras

Specialista in reumatologia

Curriculum e bio

Laurea in Medicina e Chirurgia con lode, specializzazione in Reumatologia con voto 50/50 e lode con la tesi “Prolungamento dell’intervallo QTc e della dispersione del QT in pazienti con artrite reumatoide: studio cross-sectional caso controllo”. Ha partecipato a studi clinici mirati a valutare l’incremento del rischio cardiovascolare legato all’infiammazione cronica caratteristica delle patologie reumatologiche. Durante le sue visite utilizza il capillaroscopio che permette, tramite la visione diretta dei capillari della plica ungueale, la valutazione dei capillari degli organi interni.

 

Tariffe

Visita specialistica

60 euro

Visita + capillaroscopia

120 euro

Certificato di invalidità

60 euro

}

Orari

Martedì Decimomannu

Via Biasi 3 dalle 09.30 alle 13.30

Mercoledì Cagliari

Viale Marconi 62 dalle 09.00 alle 14.00

Venerdì Cagliari

Viale Marconi 62 dalle 15.00 alle 20.00

ARTRITE
Sotto il termine Artrite, che vuol dire letteralmente “infiammazione delle articolazioni”, rientrano più di 100 condizioni diverse. L’infiammazione a livello articolare si manifesta con dolore, calore, tumefazione e disabilità. L’interessamento di una o più articolazioni rappresenta spesso l’esordio di una patologia complessa che può coinvolgere anche altri organi apparati. Nella grande famiglia delle artriti, quelle che si osservano più frequentemente sono:
– L’artrite reumatoide: è una malattia infiammatoria cronica autoimmune che colpisce in maniera elettiva piccole e grandi articolazioni, spesso in maniera simmetrica, ma non è infrequente il coinvolgimento di altri organi come cute, polmoni e reni. La malattia colpisce il sesso femminile più frequentemente del sesso maschile, in età compresa trai 30 e i 60 anni, sebbene esistano delle forme giovanili e altre con esordio in età senile.
– L’artrite psoriasica: è una forma di artrite cronica molto complessa, legata strettamente alla psoriasi. A differenza della psoriasi, le cui manifestazioni sono piuttosto evidenti, l’artrite psoriasica non è subito facilmente riconoscibile. Interessa frequentemente le grandi articolazioni e le entesi (regioni ossee dove si inseriscono i tendini).
– L’artrite reattiva (ARe): successivamente alle infezioni dell’apparato genitourinario (cistiti, uretriti, vaginiti, prostatiti) o dell’apparato enterico (gastroenteriti) si può verificare la malattia infiammatoria entro le successive 1 o 6 settimane. Le articolazioni più spesso interessate da questo tipo di artrite sono il ginocchio e la caviglia.

 

RISCHI
Artrite reumatoide: tra le malattie osteoarticolari, l’artrite reumatoide rappresenta la malattia più severa in termini di danno strutturale delle articolazioni, di danno osseo secondario, di complicanze extra-articolari, di comorbidità associate e di rischio di mortalità.
Artrite psoriasica: viene considerata una malattia aggressiva in quanto può determinare rapidamente “danni erosivi” sulle articolazioni.  Se non curata, può essere causa di disabilità. Al pari dell’artrite reumatoide, la malattia psoriasica si caratterizza per essere una patologia con dirette conseguenze sulla dimensione psico-fisica e sociale del paziente. 
Artrite reattiva: talvolta, il processo infiammatorio  articolare può cronicizzare, perciò si deve eseguire una terapia preventiva a lungo termine. Raramente si sviluppano complicanze extra articolari come endocardite, insufficienza valvolare, vasculite.

 

ANDARE DALLA REUMATOLOGA
Artrite reumatoide: la terapia è migliorata enormemente negli ultimi 25 anni offrendo ai pazienti un soddisfacente controllo dei sintomi e la possibilità di conservare i normali ritmi della routine quotidiana. L’obiettivo dei trattamenti della Dott.ssa Piras è quello di ridurre i sintomi del paziente e migliorare la disabilità attraverso una terapia medica appropriata e iniziata il più rapidamente possibile. Antiffiamatori non steroidei e cortisonici sono i farmaci utilizzati per ridurre in acuto i sintomi; l’utilizzo dei farmaci immunomodulanti permette di ridurre in maniera costante i livelli dell’infiammazione cronica.
Artrite psoriasica: il consulto repentino con la Dott.ssa Piras è di fondamentale importanza per diagnosticare sul nascere l’insorgenza della malattia e per impostare una strategia terapeutica adeguata per il controllo dell’infiammazione ed evitare il manifestarsi dell’erosioni articolari.
Artrite reattiva: La Dott.ssa Piras basa il trattamento dell’infezione scatenante con farmaci antibiotici e antinfiammatori non steroidei. In caso di manifestazioni extra-articolari, si ricorre all’utilizzo del cortisone per ridurre l’aggressività del processo.

TORNA SU ▲

 

CONNETTIVITE
Con il termine Connettiviti si definisce un ampio gruppo di malattie autoimmuni caratterizzate dall’infiammazione del tessuto connettivo. Questo tessuto serve a connettere, nutrire e sostenere i differenti organi ed apparati. Pertanto è un tessuto diffusamente presente all’interno del nostro organismo e per questo motivo le “Connettiviti” sono considerate malattie sistemiche e possono essere suddivise in tre macrogruppi:
Connettiviti differenziate
la Sclerosi Sistemica (Sclerodermia), il Lupus Eritematoso Sistemico (LES), la Polimiosite, la Dermatomiosite, La Sindrome di Sjogren;
Connettiviti indifferenziate
vengono chiamate in questo modo quelle malattie del connettivo che presentano sia manifestazioni cliniche che alterazioni laboratoristiche che però non soddisfano completamente i criteri per porre diagnosi di una connettivite definita;
Connettivite mista
in questo caso la malattia presenta nello stesso momento sintomi di due o più connettiviti (Lupus eritematoso, Sclerosi sistemica, polimiosite), oltre alla presenza di un particolare autoanticorpo (ENAanti-RNP ad alto titolo).

RISCHI
Se è vero che le malattie reumatiche possono colpire l’osso, come nel caso dell’osteoporosi, e l’osso adiacente la cartilagine articolare (come avviene nelle varie forme di artrite, oppure nell’artrosi), non va però dimenticato che le malattie reumatiche più gravi possono colpire anche i muscoli e alcuni organi vitali come il polmone, il rene e il cuore. Queste conseguenze sono riscontrabili in alcune connettiviti come Sclerodermia, Lupus e Polimiosite.
Le malattie reumatiche non colpiscono solo gli anziani: soprattutto quelle infiammatorie come il les (lupus) e le connettiviti, esordiscono in pazienti giovani o in età matura e meno frequentemente negli anziani.

 

ANDARE DALLA REUMATOLOGA
La valutazione mediante visita reumatologica con la Dott.ssa Piras, prevede un’attenta anamnesi e l’esecuzione di alcuni esami di laboratorio di screening. Nel caso ci sia una sintomatologia riconducibile al fenomeno di Raynaud, è estremamente importante l’esecuzione di una capillaroscopia per caratterizzare questa manifestazione clinica. La capillaroscopia è un esame facile, di rapida esecuzione ed assolutamente non invasivo attraverso il quale si procede alla valutazione dell’aspetto dei vasi capillari presenti a livello della cute periungueale. Dall’insieme di tutti questi dati (clinici, laboratoristici e strumentali) deriva la diagnosi di malattia.
Il trattamento delle Connettiviti è molto variabile e dipende dalla gravità e dall’estensione ai vari organi che la malattia presenta. La terapia si avvale di anti-infiammatori, cortisonici ed immunosoppressori, ed è in ogni caso ritagliata sulla base della malattia e sulle caratteristiche del paziente. Oggi l’avvento di alcuni farmaci immunosoppressori ha consentito di evitare o di ridurre le dosi e la durata di utilizzo dei cortisonici. In alcune patologie il cortisone viene utilizzato come trattamento curativo in grado spesso di contribuire alla prevenzione e cura delle complicazioni a livello degli organi vitali.

TORNA SU ▲

 

Capillaroscopia

FIBROMIALGIA
È una sindrome dominata da un dolore muscoloscheletrico diffuso a cui si associano numerosi altri sintomi. È di gran lunga più frequente nelle donne rispetto agli uomini, con un rapporto di 8 a 1, e presenta un picco di incidenza tra i 20 e i 50 anni. Un dolore muscoloscheletrico diffuso che dura da almeno tre mesi è il sintomo che più la contraddistingue, ma non l’unico. È infatti accompagnata da numerosi altri disturbi fisici e psicologici.
Chi ne soffre presenta un’aumentata sensibilità agli stimoli, dovuta a un’alterazione delle modalità di percezione a livello del sistema nervoso centrale. È come se i pazienti fossero “disadattati” all’ambiente, con una minore tolleranza agli stimoli esterni, dalla luce al calore, dal freddo al rumore. Non si nasce con la fibromialgia, la malattia si manifesta con il tempo.

 

RISCHI
Mal di testa cronici, mal di gola, dolori al petto, dolore addominale e dolore pelvico sono molto comuni in soggetti con fibromialgia. Poiche il dolore è una caratteristica distintiva della fibromialgia, è utile mettere a fuoco le caratteristiche del dolore. Il dolore della fibromialgia è tipicamente diffuso o multifocale, spesso cresce e decresce rapidamente, ed è spesso migrante. I pazienti possono lamentare disagio quando sono toccati o quando indossano vestiti stretti, e possono verificarsi disestesie o parestesie che accompagnano il dolore.
A parte il dolore, una serie di sintomi correlati possono svilupparsi e persistere. Questi comprendono affaticamento, difficolta del sonno, debolezza, problemi di attenzione o di memoria, fluttuazioni di peso inspiegabili, intolleranza al freddo e al caldo.

 

ANDARE DALLA REUMATOLOGA
I progressi nella comprensione della fibromialgia hanno portato a più opzioni terapeutiche per i pazienti con questa condizione. La terapia farmacologica più studiata per la fibromialgia consiste nell’uso di basse dosi di composti triciclici.
L’educazione del paziente, l’esercizio aerobico e la terapia cognitivo-comportamentale, possono essere d’aiuto nei miglioramenti funzionali e risultano estremamente efficaci nel modificare l’iperattività neurovegetativa presente nella fibromialgia.
Recenti studi hanno dimostrato che è possibile ottenere un migliore risultato terapeutico con la combinazione di diversi approcci multidisciplinari. In effetti, i piani di trattamento integrati hanno dimostrato una certa efficacia nell’alleviare il dolore e altri sintomi correlati alla fibromialgia. Sottoporsi ad una visita con la Dott.ssa Piras è il passo più importante verso il corretto trattamento della patologia.

TORNA SU ▲

 

OSTEOPOROSI
E’ una malattia sistemica caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un’alterazione della microarchitettura del tessuto scheletrico, che diventa più fragile e più esposto ad un rischio di fratture spontanee o per traumi di lieve entità. La frattura si realizza quando il carico che grava sull’osso supera la sua capacità di resistenza. Le sedi più frequenti di fratture da fragilità sono il corpo vertebrale (soprattutto a livello della colonna dorso-lombare), il femore (a livello del collo o del trocantere) e l’estremo distale del radio (fratture di Colles).
Formulare una diagnosi di osteoporosi non è immediato poiché la malattia non dà alcun segno di sé fino a quando non si sviluppa una frattura.

 

RISCHI
Nelle donne, la massa ossea inizia a diminuire a partire dai 35-40 anni a causa dell’invecchiamento fisico. Inoltre le donne sono dotate naturalmente di una massa ossea minore rispetto a quella degli uomini: verso i 50 anni le donne presentano il 15% circa di osso compatto in meno rispetto agli uomini. Più passa il tempo e più queste differenze aumentano poiché con l’arrivo della menopausa cessa, nelle donne, la produzione di estrogeni.
La conseguenza più temuta dell’osteoporosi resta, però, la frattura. Quando per esempio le ossa della colonna vertebrale sono indebolite dall’osteoporosi, infatti, basta un semplice movimento (ad esempio piegarsi in avanti per sollevare qualcosa o per rifare il letto) per rischiare di procurarsi una frattura.

 

ANDARE DALLA REUMATOLOGA
È possibile attuare la prevenzione dell’osteoporosi fin dalla giovane età. L’obiettivo è quello di massimizzare il picco di massa ossea, ovvero la quantità di tessuto minerale osseo presente alla fine della maturazione fisica, un momento che nelle ragazze si raggiunge tra i 16 e i 18 anni e nei maschi tra i 20 e i 22 anni. Da questo momento in poi la densità e la dimensione delle ossa non aumentano più e si mantengono costanti per tutta l’età adulta.
Nei soggetti in cui la malattia sia già stata dimostrata, è necessario impostare terapia con farmaci in grado di ridurre il riassorbimento osseo.

È ovviamente importante ridurre il rischio di fratture, per esempio eliminando le condizioni che possono favorire le cadute: la Dott.ssa Piras incoraggia una moderata attività fisica e l’eliminazione di fumo e alcool oltreché ottimizzare l’apporto di calcio e vitamina D.

 TORNA SU ▲

La reumatologia

La Reumatologia è la specialità medica che si occupa dell’apparato muscolo-scheletrico e dei tessuti connettivi dell’organismo, dai comuni “reumatismi” dell’artrosi legati all’invecchiamento delle strutture articolari e al cambiamento dei fattori climatici, ai processi infiammatori cronici che, oltre alle articolazioni, possono coinvolgere organi nobili come il cuore e i reni. Dalla cute con le lesioni eritematose del Lupus, all’occhio con le uveiti in corso di artrite o spondiloartrite; dai muscoli con le miopatie infiammatorie delle polimiositi, alle ghiandole esocrine con la secchezza degli occhi e della bocca del morbo di Sjogren; dal cuore e i vasi sanguigni con le vasculiti e l’aumentato rischio cardiovalscolare in corso di artrite, al rene con l’insufficienza renale del LES, sono tanti gli organi e gli apparati che possono essere interessati dalle patologie reumatologiche.

Quando e perché andare dal reumatologo?

Quando una o più articolazioni diventano improvvisamente calde, rosse, gonfie e molto dolenti, soprattutto durante il riposo notturno, e nelle prime ore del mattino è presente una rigidità articolare di lunga durata, siamo di fronte ad un’artrite acuta che dovrà essere meglio caratterizzata. Oltre alle articolazioni periferiche, si può avere anche l’interessamento della colonna con la caratteristica lombalgia infiammatoria che si presenta tipicamente a riposo, durante la notte, in giovane età. Il fenomeno di Raynaud, caratterizzato dal cambiamento del colore delle dita delle mani e/o piedi secondo le tre fasi: blu-cianotica, bianco-ischemica, rosso-iperemica, può essere il sintomo spia di una patologia reumatologica afferente al gruppo delle connettiviti.

Le malattie reumatologiche come l’Artrite Reumatoide e il Lupus Eritematoso Sistemico hanno una spiccata prevalenza nel sesso femminile, specie in età fertile, evidenziando un ruolo chiave degli ormoni sessuali femminili. La contraccezione e la programmazione di una gravidanza sono momenti delicati della vita delle giovani pazienti in cui è necessaria la presenza della figura del reumatologo accanto a quella del ginecologo. Nel periodo post-menopausale e come conseguenza delle prolungate terapie con il cortisone, la donna può andare incontro ad un aumentato rischio di frattura da osteoporosi, che si può prevenire ripristinando un adeguato metabolismo fosfo-calcico.

Centro D

Viale Marconi 62/A 09131 Cagliari

Centro D

Via Biasi 3 09033 Decimomannu